Mia opinione sulle tradizioni sciamaniche per occidentali
- Vi siete avvicinati allo sciamanesimo, in una qualunque delle sue forme?
- Ottimo. Avete scelto una tradizione sciamanica?
- Ah, no, ok, seguite lo sciamanesimo transculturale.
Bene. Dopo una decina d'anni ad occuparmi di sciamanesimo, ho raggiunto una personalissima conclusione. Dico personalissima perché è quella che va bene per me, e forse solo per me.
Ricordate una cosa: non si può parlare di sciamanesimo senza parlare di religione. Senza parlare di quello a cui credete della vita, della morte, della vita dopo la morte, del mondo invisibile. Non si può. E se cercate di farlo, state seguendo una moda per aggiungere un po' di pepe esotico alle vostre vite. Trattandosi di religione, a mio modo di vedere, non si può parlare dell'"insieme di tutte le tradizioni" o del "condensato di tutte le tradizioni" offerto dal Core Shamanism (o sciamanesimo transculturale). Se volete fare un percorso sciamanico, l'unico percorso sensato consiste nello scegliere una tradizione e accettare di perdersi in essa, di abbracciarla completamente, con i suoi pregi e i suoi limiti.
Come dite? Che siete in difficoltà a credere ciecamente nell'esistenza di Viracocha? O Quetzalcoatl? O Tsunki che serpeggia a filo d’acqua?
Capisco.
Beh, allora lasciate perdere. Fate yoga, meditate, suonate le campane, fate quello che volete ma non lo sciamanesimo.
Lo sciamano funziona bene nella sua tradizione, perché lui crede ciecamente nel suo pantheon di spiriti alleati. E allo stesso modo ci credono ciecamente quelli che si rivolgono a lui. Questo fa il grosso del lavoro. Se volete agire sulla realtà facendo leva sull'invisibile, dovete trovare qualcosa in cui credete ciecamente. Allora potrete fare anche i miracoli. Ma se non vi sentite parte di una cosa, tanto vale pregare Gesù, a cui siamo affezionati sin dalla prima infanzia, in un modo o nell'altro.
Oppure… oppure vi trovate la vostra strada personale. Cercate quello che Mauro Villone chiamava "sincretismo personale", un mix di credenze, insegnamenti, pratiche e religione che sono ciò che per voi funziona, ciò che sentite visceralmente vero e vostro. Che è ciò che da tempo cerco di fare: segnale dopo segnale, raccogliendo le briciole come Pollicino, fino a capire che la natura mi parla a gran voce. Che gli animali, anche i più comuni, hanno in serbo per me molte risposte. Che le piante mi possono insegnare molto. E cerco di passare in mezzo alla natura più tempo che posso. Trovo le connessioni con l'universo, trovo il me più autentico. Per onorare la natura ed i suoi abitanti è poi possibile prendere spunti da una o l'altra tradizione, ma modificando e arricchendo i riti e le cerimonie aggiungendo ciò che è nostro, senza volerlo seguire alla lettera, perché sarebbe comunque un falso. Parlo di offerte, di canti, di rituali. È il principio, è l'intento quello che conta.
Questo è il "mio" sciamanesimo, quella che considero la mia tradizione sciamanica. Che forse è quella che c'era secoli fa, millenni fa, chi lo sa: un collegamento con la natura basato sull'esperienza diretta e sul sentire, sull'amore, sul rispetto, sulla cooperazione.
Con amore,
Danilo

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