CantoIntento
Un nuovo approccio musicale all’evoluzione di sé
Introduzione
È un progetto esperienziale che si colloca a eguale distanza tra il concerto di canti medicina, la meditazione guidata con musica e il bagno sonoro. In realtà è tutte e tre le cose insieme: esso dà la possibilità di lasciarsi andare con il corpo e di partecipare alla musica con una danza assolutamente spontanea.
Ad esser protagonista è la musica ma, a differenza del bagno sonoro, si tratterà di musica spontanea, che prenderà forma dai contributi delle persone presenti.
Seduta individuale
Si tratta di una sessione in cui il facilitatore mette a disposizione gli strumenti e guida l’esperienza, portando il partecipante in uno stato di presenza e di apertura perché possa attingere ispirazione dalla sua parte più istintiva.
Il procedimento è il seguente:
Individuazione dell’intento. Non dovrà già essere la “formula magica” da cantare, ma deve essere ben chiaro nella mente del partecipante. Ad esempio: la guarigione da una malattia cronica, il trovare lavoro, liberarsi di una relazione tossica, trovare la propria direzione… Una volta che il partecipante avrà chiaro il suo intento:
Parte la sessione vera e propria. È fondamentale che chi ha da lavorare l’intento metta il suo contributo materiale con la voce e con gli strumenti. Sarà lui ad iniziare a battere un ritmo (o una melodia su un flauto, con il fischio o con qualsiasi altro strumento), e sarà sempre lui a intonare il canto, usando le parole che gli vengono per esprimere l’intento che ha formulato. Non è necessario che le parole siano la descrizione dell’intento in modo chiaro; la cosa fondamentale è che ad un certo punto, se non da subito, si riesca a contattare una parte profonda di sé a cui attingere, una parte che possiamo chiamare “anima” che guiderà il tempo sul tamburo, la melodia e le parole. La cosa difficile è solitamente questa, e riuscire a rimanerci collegati per tutta la durata della sessione. La sessione può durare anche un’ora o più, fino a che non si sente che il processo è terminato.
Compito del facilitatore e altri eventuali presenti è quello di contenere e assecondare in modo impercettibile ciò che spontaneamente sta emergendo dal partecipante. Ovviamente il facilitatore preparerà lo spazio e gli strumenti per la seduta, dirigerà il rito, farà le pulizie energetiche necessarie e la chiusura al termine della sessione.
Cerchio di gruppo
Forma di gruppo del CantoIntento. Ci si può concentrare su un tema/intento proposto da una sola persona (come ad esempio nella canoa degli antenati), lavorando in gruppo per il bene di uno dei partecipanti, oppure ci si può concentrare su temi più di interesse generale e sfruttare il potere dell’intento di gruppo.
Si ricordino gli esiti favorevoli delle meditazioni di gruppo sulla qualità dell’acqua e sulla pace, entrambi con risultati strabilianti. Se nel cerchio si porta un intento comune per il gruppo (es. Aumento dell’energia, della salute, dell’abbondanza, ecc.) sarà possibile avere effetti amplificati dagli intenti di gruppo. Anche per la sessione di gruppo è fondamentale arrivare ad uno stato di connessione con il sé più profondo, da cui note, ritmi e movimenti potranno sgorgare liberamente.
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